21 novembre

Il lavoro in modalità agile, detto “smartworking”, è un modo di svolgere l’attività lavorativa totalmente o in parte al di fuori dai locali in cui ha sede l’azienda, utilizzando le connessioni ai sistemi informativi dell’ufficio con attrezzature informatiche.

Nello “smartworking” il lavoratore ha la possibilità di concordare una serie di luoghi in cui verrà svolta la sua prestazione lavorativa, può scegliere e decidere dove lavorare, gode di flessibilità sugli orari di lavoro, deve portare a termine gli obiettivi concordati entro le scadenze previste ma con un’ampia libertà di organizzazione.

Tutto è in funzione di agevolare il lavoratore ma come ci si regola con la sua sicurezza?

Per lo smartworking non esiste una disciplina specifica di tutela della salute e sicurezza al lavoro e viene applicato il D.Lgs. n. 81/2008. E allora come fa un datore di lavoro ad assolvere l’obbligo di valutare e ridurre i rischi connessi all’esecuzione della prestazione anche all’esterno dei locali aziendali?

In aiuto al compito impossibile di controllare con continuità tutti i luoghi del lavoratore smart, è arrivato un manuale di Assolombarda dal titolo “Indicazioni per la gestione degli aspetti di salute e sicurezza legati al “Lavoro Agile/SmartWorking” che suggerisce di:

a) consegnare al lavoratore un’informativa nella quale sono individuati in via indicativa i rischi generali e i rischi specifici connessi alle modalità di svolgimento della prestazione e le misure di prevenzione da adottare;

b) fornire al lavoratore strumenti informatici e/o telematici conformi agli attuali standard tecnici e normativi, costantemente aggiornati;

c) prestare cura adeguata all’adozione i comportamenti individuati per garantire lo svolgimento in sicurezza della prestazione lavorativa: sarà il lavoratore che, per i periodi nei quali si trova al di fuori dei locali aziendali, coopera con diligenza all’attuazione delle misure di prevenzione predisposte dal datore di lavoro.

Non ultima è l’attenzione particolare riservata ai progetti formativi e all’informazione che devono essere progettati sulla base dei rischi e delle modalità di svolgimento della prestazione lavorativa smart.

Fonte Assolombarda: Lavoro Agile/SmartWorking

Ing. Massimo Stefani
Consulente in materia di salute e sicurezza sul lavoro
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