Il primo incontro con il mondo del lavoro può iniziare da bambini? La sperimentazione di IFOA

È da questa domanda che nasce il progetto pilota promosso da IFOA e rivolto ai figli dei propri dipendenti: quattro giornate di attività pensate per trasformare il luogo di lavoro in uno spazio di scoperta, esperienza e confronto, con l’obiettivo di aiutare i più piccoli a costruire una prima rappresentazione concreta del mondo delle professioni.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con Superlearn, è molto di più di un tradizionale campo estivo. Nata anche per favorire la conciliazione tra famiglia e lavoro, è stata progettata come una sperimentazione educativa fondata sull’esperienza diretta. Il presupposto: se con gli adolescenti l’orientamento passa soprattutto attraverso il dialogo e la riflessione, con i bambini il linguaggio più efficace è quello dell’esperienza.
Dal raccontare il lavoro al viverlo
Per un bambino il lavoro dei genitori è spesso fatto di parole: riunioni, colleghi, ufficio, corsi. Sentono ogni giorno parlare di call, smart working, progetti da chiudere, concetti familiari, ma allo stesso tempo difficili da immaginare. Da qui l’idea di trasformare quei racconti in esperienze concrete.
Durante il percorso proposto da IFOA i partecipanti, bambini dagli 8 ai 13 anni, hanno osservato da vicino gli ambienti di lavoro, incontrato le persone che ogni giorno operano in azienda e sperimentato attività pensate per stimolare curiosità, collaborazione e capacità di raccontare ciò che avevano vissuto. Con il supporto dell’intelligenza artificiale hanno costruito le domande per intervistare il Direttore Generale e i propri genitori, affrontato piccole sfide di progettazione collaborativa e realizzato un video per restituire, dal loro punto di vista, l’esperienza vissuta. L’AI è stata utilizzata non come fine, ma come strumento per stimolare domande, creatività e spirito critico, coerentemente con l’impostazione educativa dell’intero percorso.
L’obiettivo era cominciare a seminare curiosità verso il mondo delle professioni, permettendo ai bambini di osservare come il lavoro nasce e “si fa” ogni giorno: attraverso le persone, le relazioni, la collaborazione, le competenze e la capacità di costruire insieme un risultato.
Un modo diverso di pensare l’orientamento
L’esperienza assume un valore particolare proprio perché prende avvio dal luogo di lavoro dei propri genitori: uno spazio spesso percepito come distante e misterioso, che attraverso il fare diventa più comprensibile e vicino.
In questo senso, il progetto rappresenta una sperimentazione che si inserisce nella missione di IFOA di accompagnare le persone nella scoperta del mondo del lavoro lungo tutto l’arco della vita, esplorando linguaggi e strumenti differenti in base all’età e ai bisogni.
Sperimentare per continuare a imparare
Come ogni progetto pilota, anche questo aveva lo scopo di osservare, raccogliere feedback e comprendere come evolvere. Le attività hanno già offerto numerosi spunti di riflessione, sia sul piano educativo sia su quello organizzativo, aprendo la possibilità di sviluppare nuove edizioni e approfondire ulteriormente temi come le professioni del futuro e il rapporto tra persone e intelligenza artificiale.
Per IFOA questa esperienza rappresenta soprattutto un’occasione per interrogarsi su come si costruisce, fin dall’infanzia, la cultura del lavoro. Perché comprendere cosa significhi lavorare non coincide soltanto con la scelta di una professione, ma parte dal riconoscere il valore delle competenze, delle relazioni e della collaborazione, sviluppando quelle capacità trasversali che saranno importanti nella vita, prima ancora che nel lavoro stesso. E forse il primo orientamento può cominciare proprio lì, molto prima di una scelta scolastica: quando un bambino entra nel luogo in cui lavorano mamma o papà e scopre che dietro le parole ascoltate ogni giorno esiste un mondo reale, fatto di persone, attività e relazioni, tutto da conoscere.
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