Gli effetti della pandemia sull’occupazione femminile nel 2020: facciamo il punto e ripartiamo investendo sulla formazione e sulla crescita del digitale

Nel 2020 più della metà di coloro che hanno perso il lavoro a causa dell’emergenza sanitaria sono donne. Gli investimenti a favore della Trasformazione Digitale diventano un’occasione per intervenire sulla disparità di genere e incentivare l’occupazione femminile.

Occupazione femminile: i dati del 2020

Nel corso del 2020 il mercato ha subito un duro colpo a causa dell’emergenza Covid-19, molte attività hanno dovuto chiudere e tante altre hanno visto crollare il proprio fatturato, con unica contromisura l’apertura al commercio online. Tuttavia, gli effetti si sono visti soprattutto a livello sociale, dove le già esistenti criticità e disuguaglianze si sono inasprite e aggravate. Le categorie di persone più colpite sul fronte lavorativo, infatti, sono state quelle che già risultavano maggiormente svantaggiate: le donne, i giovani e gli stranieri. L’occupazione femminile in particolare ha registrato un calo significativo: secondo i dati Istat, dei 622mila posti di lavoro persi durante il 2020, circa il 55% erano occupati da donne.

Le ragioni di questo divario sono molteplici: non si contano solo le madri che, a causa della quarantena e della conseguente chiusura delle scuole, hanno dovuto lasciare il lavoro per dedicarsi a tempo pieno alla cura di figli e/o genitori anziani, ma ha influito anche il fatto che i settori dei servizi, della cultura e del turismo siano stati tra i più colpiti dall’emergenza.

Secondo un’analisi fatta dal Sole24Ore del rapporto pubblicato da ISTAT in collaborazione con il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, INPS, INAIL e ANPAL, i dati riportano che non solo la disoccupazione femminile è cresciuta del doppio rispetto a quella maschile durante il lockdown, ma che le donne risultano penalizzate anche nella fase delle nuove assunzioni successiva alla quarantena. Delle lavoratrici che avevano perso il posto tra i primi di febbraio e gli inizi di maggio 2020, soltanto il 42,2% ha trovato nuova occupazione nel periodo tra maggio e settembre dello stesso anno, pur con notevoli difficoltà e discrepanze tra Nord e Sud, tra settori di competenza, a livello di retribuzione e di forme contrattuali rispetto ai colleghi uomini.

Trasformazione Digitale e Disparità di Genere

Il Covid ha aggravato le diseguaglianze di genere nel mercato del lavoro. Oggi, mentre il Paese e l’Europa puntano su un rilancio basato sulla Transizione Ecologica e la Trasformazione Digitale, risulta evidente anche il divario che si è creato negli anni tra uomini e donne in termini di competenze tecniche (ulteriore ostacolo all’occupazione femminile).

I profili professionali STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics) sono attualmente i più richiesti dalle aziende, una tendenza che non può che crescere mentre il mercato si assesta nell’era 4.0, ma sono anche figure diffusamente associate al genere maschile.

Sono purtroppo ancora poche le donne occupate in ambito ICT, in parte perché si percepisce come una materia di scarso interesse per loro, in parte perché si tende a proiettare le competenze tipicamente “femminili” più sul settore della cura, della relazione, della cultura, piuttosto che su specializzazioni tecnico-scientifiche o, ancor più, informatiche.

Oggi, invece, è determinante scardinare questo preconcetto infondato per dare nuovo slancio all’occupazione femminile, cogliendo appunto l’occasione creata dalla Trasformazione Digitale, che apre a nuove opportunità di lavoro. Sarà necessario ripensare i programmi scolastici in funzione di una formazione tecnica omogenea rivolta in egual misura a ragazzi e ragazze.

Inoltre, per agire immediatamente sul gender gap nelle professioni ICT, sono stati organizzati programmi formativi come Stem for Women e Donne e Digitale, finanziati rispettivamente dalla Regione Veneto, Regione Emilia Romagna e dal Fondo Social Europeo, per diffondere e rendere più accessibili le competenze digitali alle donne in cerca di occupazione.

Progetti come questi, di cui Ifoa è partner, nascono dalla consapevolezza di quanto sia necessario colmare le disparità di genere esistenti per far evolvere il mercato del lavoro in un ambiente più equo, solido e produttivo per tutti.

lavoratori autonomi

11 Gennaio 2021

Ifoa offre il proprio supporto ai lavoratori autonomi senza partita IVA intenzionati a usufruire degli aiuti messi in campo da Regione Lombardia

Ai lavoratori autonomi senza partita IVA gravemente colpiti dalla crisi ed esclusi dai provvedimenti governativi, Ifoa offre la possibilità di usufruire gratuitamente di una serie di servizi di orientamento e riqualificazione al lavoro e di…

Leggi l'articolo

03 Novembre 2020

Ifoa Management arriva anche in Piemonte con l’apertura di una nuova sede a Torino

Offerte di lavoro, opportunità di tirocinio, formazione personalizzata, servizi di ricerca e selezione del personale, questi sono solo alcuni dei numerosi servizi che Ifoa, tramite Ifoa Management, mette a disposizione di aziende e persone da…

Leggi l'articolo
Richmond Human Resources

21 Ottobre 2020

Dal 25 al 27 ottobre torna l’ormai consueto appuntamento con Richmond Human Resources Forum, quest’anno con nuove modalità

Ifoa anche per questa edizione 2020 sarà tra gli ospiti del Richmond Human Resources Forum, un'occasione esclusiva d'incontro tra diverse aziende, per rimanere sempre aggiornati sulle proposte presenti nel settore dell'HR. Le risorse umane sono, oggi…

Leggi l'articolo
Capitani coraggiosi

03 Settembre 2020

Umberto Lonardoni, Direttore di Ifoa, ai microfoni di TRC: “Occorrono provvedimenti per l’inserimento dei giovani nel mercato del lavoro”

Lo scorso 9 agosto il Direttore di Ifoa ha parlato ai microfoni di TRC delle difficoltà dei giovani nella transizione fra l’istruzione e il lavoro in era Covid. L’intero tessuto socio-economico del nostro paese è…

Leggi l'articolo