Ergonomia e smart working: come organizzare una postazione di lavoro e mantenersi in salute

Persone con pc sedute intorno a un tavolo in ufficio

L’ergonomia della postazione di lavoro mette al centro il benessere e il rendimento dell’operatore in smart working e la sua relazione con la tecnologia che lo circonda.

In questi mesi di pandemia molte attività hanno dovuto riorganizzarsi e introdurre lo smart working come modalità di lavoro nella quotidianità dei propri dipendenti. Abbiamo parlato di come, in termini di sicurezza, il lavoro da casa presenti dei rischi che richiedono attenzione e la dovuta formazione. In questo caso, parliamo di ergonomia e smart working, ossia di come organizzare la propria postazione di lavoro sia fondamentale per prevenire i rischi relativi a disturbi muscoloscheletrici e visivi per il lavoratore. 

L’ergonomia mette al centro il massimo benessere e il massimo rendimento dell’essere umano nella sua relazione con l’ambiente circostante, in particolare con la tecnologia con cui deve interagire. In ufficio è probabile che si disponga di una sedia ergonomica, di una scrivania della giusta altezza e di un’illuminazione adeguata. Ma non è scontato che il dipendente in smart working, o anche il libero professionista, disponga di una postazione di lavoro conforme ai parametri di sicurezza indicati dal Testo Unico nel d.lgs. 81/2008. 

Ecco che entra in gioco la formazione, che fornisce le conoscenze necessarie per porsi le giuste domande e prevenire i rischi:

  • cosa può fare il lavoratore per organizzare una postazione di lavoro ergonomica a casa propria? 
  • quali accorgimenti si possono adottare per mantenersi sani e in sicurezza durante il lavoro agile?
Organizzare una postazione di lavoro ergonomica

Per disporre e ottimizzare l’ergonomia della postazione di lavoro nella comodità della propria casa bastano in realtà pochi minuti, tenendo sempre a mente l’applicazione dei principi di sicurezza:

  • posizionare il tavolo di lavoro: il piano di lavoro e la sedia devono essere collocate in modo che la luce arrivi lateralmente (perpendicolare alla finestra). Le fonti d’illuminazione devono quindi essere disposte parallelamente alla finestra e orientate nella stessa direzione cui è rivolto lo sguardo del lavoratore. 
  • regolazione del sedile: l’altezza della sedia va regolata in modo che le cosce poggino completamente sulla seduta e le piante dei piedi siano a contatto col pavimento. Mantenendo la schiena diritta e le spalle aperte (per prevenire dolori al collo e alla spina dorsale), il tronco e le cosce dovrebbero formare un angolo retto o leggermente ottuso, così come per le cosce e le gambe.
  • regolazione del piano di lavoro: il piano di lavoro deve trovarsi alla stessa altezza del gomito, che deve formare un angolo retto tra braccio e avambraccio.  Se la scrivania, o tavolo di lavoro, non è ad altezza regolabile, si può optare per una sedia ergonomica regolabile in altezza. 
  • posizione dello schermo: per non affaticare gli occhi ed evitare di assumere una postura scorretta, è opportuno collocare lo schermo il più in basso possibile, con il bordo inferiore del monitor praticamente appoggiato sul tavolo; l’inclinazione del display deve far sì che lo sguardo sia rivolto leggermente verso il basso e la distanza rispetto agli occhi sia tale da poter stendere un braccio verso il monitor. 
Postura, movimenti e pause in smart working

Durante la giornata lavorativa non è sempre facile fare i famosi 10.000 passi raccomandati per mantenersi in forma, soprattutto per chi svolge un impiego sedentario e magari, proprio a causa dello smart working, ha rinunciato anche a quei brevi tragitti a piedi da casa all’ufficio, o dalla macchina al lavoro. 

A maggior ragione, quindi, è importante ricordarsi di adottare piccoli accorgimenti per uno stile di vita sano sul lavoro: 

  • fare stretching e semplici esercizi di mobilità per spalle, collo e schiena;
  • fare pause brevi ma frequenti, in genere si raccomanda di non passare più di due ore consecutive davanti allo schermo;
  • alzarsi e muoversi spesso per sgranchire le gambe e riattivare la circolazione.

 

 

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