Fondo Nuove Competenze

Un’opportunità concreta per rilanciare il mondo del lavoro viene offerta dal Fondo Nuove Competenze, inserito nel Decreto Rilancio (articolo 88 del dl n.34/2020 convertito nella legge n. 77/2020). A partire dal 4 novembre 2020, i datori di lavoro potranno approfittare di un consistente stanziamento di fondi per investire sul loro capitale umano e aprirsi a concrete opportunità di crescita.

Nell’ottica di favorire la fase di ripresa delle aziende, il governo intende puntare sulla formazione della forza lavoro, per aggiornarne le competenze e le capacità di adattarsi al cambiamento. Ecco nel dettaglio chi può beneficiare del Fondo Nuove Competenze e come usufruirne.

Cos’è il Fondo Nuove Competenze?

Il Fondo Nuove Competenze è un contributo a fondo perduto destinato alle aziende, pubbliche e private, che vogliono investire sulla formazione dei dipendenti. Gestito dall’Anpal, l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, prevede lo stanziamento di 730 milioni di euro per le imprese costrette a diminuire le ore di lavoro a causa della pandemia, offrendo ai loro dipendenti l’opportunità di formarsi.

Il Fondo potrà poi essere incrementato con ulteriori risorse messe a disposizione dai Programmi operativi nazionali e regionali di Fondo sociale europeo e dal Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori e dei Fondi paritetici interprofessionali.

Lo scopo del Fondo Nuove Competenze è quello di permettere alle imprese di rimodulare l’orario lavorativo destinando parte delle ore alla formazione, per lo sviluppo delle competenze del lavoratore.

I costi dei percorsi formativi vengono interamente coperti da questi finanziamenti, grazie ai quali sarà possibile anche avviare percorsi di ricollocazione dei lavoratori. I datori di lavoro vengono dunque remunerati con il costo del personale, comprensivo dei contributi previdenziali e assistenziali.

A beneficiarne non saranno soltanto le imprese, ma tutti i datori di lavoro privati con dipendenti che applicano il Contratto collettivo nazionale del lavoro. L’agevolazione è quindi accessibile anche per i liberi professionisti che abbiano lavoratori dipendenti da destinare alle iniziative di formazione.

Come richiedere il Fondo Nuove Competenze

Il fondo, attuato sulla base delle disposizioni del decreto interministeriale del 22 ottobre 2020, viene regolamentato dal bando dell’Anpal pubblicato il 4 novembre, che stabilisce i termini per la presentazione delle istanze.

La richiesta di finanziamento può essere inoltrata a nome della singola azienda, ma può anche essere cumulativa (ad es. nel caso delle società). La domanda deve essere accompagnata dalla descrizione del progetto cui i lavoratori parteciperanno, includendo:

  • Il progetto formativo previsto per lo sviluppo delle competenze;
  • L’ accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro sottoscritto con i sindacati; sarà sufficiente anche la convalida da parte di un singolo sindacato, purché sia quello di rappresentanza maggioritaria internamente all’azienda;
  • Il numero dei lavoratori coinvolti nei percorsi formativi e le ore dell’orario di lavoro convertite in formazione, entro il limite massimo di 250 ore per ciascun dipendente.

La domanda, inoltre, deve essere corredata da un documento che attesti le necessità e gli obiettivi del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, collegate all’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di prodotto, di processo o servizi, oppure da come si intende migliorare l’occupabilità del lavoratore, per renderlo più competitivo nel suo lavoro e promuovere la sua ricollocazione in altri contesti.

Le attività per lo sviluppo delle competenze finanziate dal Fondo dovranno concludersi entro 90 giorni dall’approvazione della domanda da parte di Anpal, prorogabile fino a 120 giorni se sono coinvolti anche Fondi interprofessionali.

La domanda deve essere presentata dal legale rappresentante dell’azienda, per via cartacea o digitale, tramite gli appositi moduli messi a disposizione sul sito dell’Anpal.

Tutte le richieste verranno poi prese in considerazione secondo i criteri cronologici di invio all’Anpal, che deciderà anche gli importi delle sovvenzioni da riconoscere al datore di lavoro, facendo una distinzione tra il costo del percorso formativo e i relativi contributi previdenziali e assistenziali spettanti al dipendente, in modo da erogare il 70% in anticipo e il saldo a formazione conclusa.

Le attività formative potranno essere svolte presso tutti gli enti accreditati sia a livello nazionale che regionale, da istituti tecnici e di istruzione secondaria, da centri di formazione per adulti, da università, centri di ricerca e qualsiasi ente che svolga questo tipo di attività. Anche il beneficiario del finanziamento potrà occuparsi della formazione in prima persona, a patto che abbia i requisiti richiesti.

Il nuovo termine stabilito per sottoscrivere gli accordi sindacali per poi presentare la richiesta di contributo ad ANPAL è il 30 giugno 2021, tenendo però in considerazione che le iniziative formative, in questo caso, potranno anche aver luogo per tutto il 2021.

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