I lavori del futuro sono green e digitali, pronti per la sfida?

lavori del futuro: green e digitali

Digital Transformation e Ecosostenibilità saranno le spinte determinanti per la nascita e la caratterizzazione dei lavori del futuro; specializzazioni ICT e professionalità green saranno una risposta trasversale ai bisogni occupazionali di vari settori e filiere. 

In base ai dati forniti dal Dossier 2020 di Unioncamere e ANPAL, si prevede che il 60% dei lavori del futuro, ancora da “inventare”, si delineerà nel corso dei prossimi 5 anni.  Questa deduzione si fonda sulla necessità di innovazione e riconversione da parte delle aziende; due sono gli influssi principali: Digital Transformation ed Ecosostenibilità.

Da una parte, infatti, abbiamo la rapida evoluzione tecnologica, che impone alle aziende di dotarsi di figure professionali altamente specializzate nelle competenze informatiche, digitali e connesse all’ “Industria 4.0”. Dall’altra, c’è l’appello ecologico ad incentivare l’economia circolare, con l’obiettivo di sviluppare entro il 2030 un’impresa più ecosostenibile.

Digital Transformation

La rapida evoluzione tecnologica ha cambiato il mondo del lavoro e il mercato, creando una sorta di realtà parallela assolutamente reale e molto competitiva: quella digitale. Istituzioni e imprese devono tradurre la propria identità sul web, creando un proprio “io digitale” attivo sul piano della comunicazione e del business. Questo fenomeno è descritto come Trasformazione Digitale, o Digital Transformation.

La Digital Transformation creerà la necessità di nuove figure specializzate in modo verticale su settori specifici dell’ambito digitale, in particolare saranno molto richiesti gli specialisti nell’analisi dei dati, nella sicurezza informatica, nell’intelligenza artificiale e nell’analisi di mercato. Questo comporterà non solo un incremento dei posti di lavoro in apertura alle professioni emergenti, ma anche la riqualificazione di figure lavorative già esistenti, le quali dovranno aggiornare le proprie competenze per allinearsi al nuovo paradigma produttivo e ai nuovi modelli organizzativi introdotti dalla Digital Transformation.

Ecosostenibilità 

L’emergenza climatica ha richiamato l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di incentivare un cambiamento, l’acquisizione di una coscienza ecologica da parte delle aziende può essere determinante nell’invertire la rotta del cambiamento climatico. Lo sviluppo di una Green Economy passa per l’implementazione di processi e modelli aziendali che puntano a ridurre l’impatto ambientale, assumendo un ruolo di responsabilità sociale. La rivoluzione verde è un’occasione per creare nuovi posti di lavoro, perché fa emergere l’esigenza di figure professionali dedicate. Tra i lavori del futuro ci saranno quindi i green jobs.

L’UNEP (United Nations Environment Programme) ha definito green jobs “quelle occupazioni nei settori dell’agricoltura, del manifatturiero, nell’ambito della ricerca e sviluppo, dell’amministrazione e dei servizi che contribuiscono in maniera incisiva a preservare e/o restaurare la qualità ambientale”. Molte professioni potranno quindi reinventarsi in ottica ecosostenibile, e molti sono i percorsi di studio che possono specializzarsi in tal senso.

Ogni anno Fondazione Symbola e Unioncamere forniscono un bilancio dello stato dei green jobs in Italia: il rapporto GreenItaly del 2020 riporta che 3,1 milioni di italiani lavorano nel green, mentre 432 mila imprese negli ultimi 5 anni hanno investito sull’economia verde. Inoltre, si prevede che nel corso del quinquennio 2020-2024, il 38% del fabbisogno di professioni richiederà competenze green (circa 1 milione).

Quali saranno le figure più ricercate per i lavori del futuro?

Se è vero che il 60% dei lavori del futuro è ancora da definirsi, è anche vero che, analizzando i dati, è possibile fare delle previsioni su quali saranno le figure più ricercate nei prossimi anni.

Coerentemente con i report GreenItaly e il Dossier 2020 di ANPAL e Unioncamere, le professioni che saranno tra le più ricercate nel prossimo futuro spesso rispondono ai parametri sia della Digital Transformation che dell’Ecosostenibilità:

  • specialista in Big Data: si prevede che il 30% dei nuovi posti di lavoro che si creeranno nell’IT sarà per esperti dell’analisi dei dati (Digital Analyst, Digital CRM Manager, ecc). Sono figure altamente specializzate dell’ambito ICT, l’applicazione delle loro competenze è trasversale a moltissimi settori, dall’industria alla comunicazione. Saper interpretare grandi quantità di dati permette ad un’azienda di pianificare strategicamente la propria attività e ottimizzarne i risultati.
  • ingegnere informatico, esperto di coding e cyber security: le competenze informatiche e matematiche sono da anni tra le più richieste dalle aziende, e gli sviluppi portati dalla pandemia del 2020 hanno dato nuovo impulso alla digitalizzazione delle imprese e alla necessità di avere una presenza in rete. Sviluppare le infrastrutture digitali di un’azienda e la sua presenza sul web è diventato necessario per mantenersi visibili e competitivi, ecco perché figure con diversi gradi di specializzazione nel campo ICT sono tra le più richieste sul mercato.
  • esperto di comunicazione e digital marketing: la comunicazione si sposta sul web e va curata seguendo le logiche della rete, le figure già attive in questo settore diventeranno sempre più specializzate; in particolare, aumenterà la richiesta di professionisti che curino la parte di pianificazione e gestione strategica della comunicazione e del marketing: Digital Strategist, Digital PR, Community Manager, E-Raputation Manager, Content Specialist, Search Marketing Specialist, ecc.
  • Programmatore IA e Robot Engineer: sono probabilmente le due professioni più “futuristiche” di questa selezione, ma sono ben radicate nel presente. L’industrializzazione procede sempre di più verso una realtà in cui gli operatori umani lavoreranno al fianco di robot dotati di intelligenza artificiale, che si faranno carico delle mansioni più pesanti ed efficientando il rendimento. La programmazione e la realizzazione di questi robot avrà uno sviluppo anche nel settore dei servizi e della sanità, basti solo pensare alle possibili applicazioni nella produzione di protesi robotiche.
  • Meccatronico e meccanico industriale (green): questa è una previsione che gioca sul sicuro, meccanici ed elettrauto dovranno per legge aggiornare le proprie competenze e diventare meccatronici entro il 2023. La manutenzione e revisione delle auto elettriche e smart, la cui diffusione viene incentivata anche dai contributi statali, necessitano di conoscenze elettroniche ed informatiche. Lo stesso discorso si applica ai macchinari industriali, sui quali un meccanico specializzato nella riconversione ecosostenibile può intervenire per assicurare l’efficientamento energetico o offrire una consulenza tecnica sugli investimenti da fare per ridurre l’impatto ambientale degli impianti.
  • Ingegnere ambientale e promotore edile di materiali sostenibili: sono due delle professioni legate al settore dell’edilizia che potranno trarre slancio dalla rivoluzione verde, soprattutto grazie agli ecobonus e al continuo sviluppo di tecnologie e materiali legati alla svolta green. Il primo è responsabile di studiare le condizioni ambientali ottimali per edificare riducendo al minimo l’impatto ecologico; il secondo può essere un operatore interno all’azienda produttrice dei materiali, o un consulente esterno all’impresa che vuole edificare, il quale detta la linea d’azione sostenibile per il progetto edile.
  • Giurista ambientale: tra le professioni tradizionali che si rinnovano grazie alla svolta ecologista, abbiamo sicuramente l’avvocato ambientalista. Le competenze giuridiche relative alla sostenibilità ambientale saranno sempre più richieste, soprattutto vista l’attenzione mediatica che il tema richiama. Avvocati con questa specializzazione potranno affiancare all’attività forense un ruolo di consulenza per aziende ed istituti pubblici.
  • Specialista in contabilità verde: negli ultimi anni si è provveduto anche a livello legislativo ad incentivare la rivoluzione green, questo ha creato una nicchia specialistica molto importante per commercialisti ed esperti contabili, i quali possono offrire servizi e consulenze ad aziende e privati che desiderano accedere a ecobonus, sgravi fiscali, incentivi e certificati bianchi.
  • Cuoco sostenibile: forse anche eredità del messaggio dell’Expo 2015 “Nutrire il pianeta, energia per la vita!”, si è sviluppata una maggiore coscienza di quanto una ristorazione ecosotenibile possa avere un impatto significativo sul territorio. Non riguarda, infatti, solo la lotta allo spreco alimentare, ma pone attenzione all’utilizzo di marchi di qualità, produzioni biologiche e possibilmente a chilometro zero, dando così importanza alle attività agro-alimentari locali. Questa consapevolezza diffusa crea, conseguentemente, una domanda da parte del consumatore, che cerca un prodotto e un servizio etico e sostenibile.
  • Operatori Socio Sanitari e Addetti alla cura della persona: l’innovazione tecnologica ha anche degli effetti collaterali su tutte le fasce della popolazione, soprattutto in termini di salute e benessere: stress, disturbi d’ansia, in alcuni casi anche burn-out da sessioni troppo prolungate di smart working. Inoltre, il progressivo invecchiamento della popolazione e l’aumento della domanda di servizi, sia di carattere sanitario che di carattere assistenziale, genererà la domanda di skill relazionali e organizzative volte a garantire condizioni di vita migliori a qualsiasi età.

In conclusione, si può dedurre che i lavori più richiesti in futuro necessiteranno di una formazione specializzata, con un’attenzione particolare al digitale, all’innovazione tecnologica e alle applicazioni che queste competenze possono avere sul lato ecologico e, più ampiamente, sul benessere sociale. Questo tipo di formazione può realizzarsi seguendo vari percorsi, sia accademici sia professionali, ma in ogni caso dovrà avere come orizzonte finale un mondo del lavoro in continua e rapida evoluzione.