Per trovare lavoro: bisogna darsi tanto da fare!

Costruire un processo basilare di ricerca del lavoro,conoscere gli strumenti che possono rendere più efficace la propria candidatura, ma anche raccogliere le informazioni sul panorama difficile del mercato del lavoro, sui settori produttivi che caratterizzano la nostra economia e capire cosa  le aziende chiedono ai candidati, sono alcuni dei punti  toccati negli incontri realizzati da IFOA che fanno parte di un articolato programma dal titolo “Per trovare lavoro”.

Stefania Pratissoli, del Servizio Ricerca Selezione e Orientamento di IFOA, ci racconta impressioni e riflessioni sul lavoro svolto con i primi gruppi che hanno partecipato all’incontro di orientamento base tenutosi a febbraio e con quanti attualmente stanno partecipando ai  job club di orientamento individuale e ricerca attiva del lavoro.

  • Stefania quali sono le motivazioni che spingono le persone a partecipare agli incontri di livello base di orientamento e ricerca del lavoro?

«Le persone che incontriamo hanno una forte esigenza  di trovare una linea guida per capire come funzioni questo mercato del lavoro complicato e in continuo mutamento e avere dei punti di riferimento attendibili per la ricerca delle informazioni. C’è la difficoltà di comprendere quali siano i motivi per cui non si riesce ad ottenere un ritorno dalla propria ricerca di lavoro e sono tanti gli interrogativi: “perché non mi rispondono all’invio del CV?  perché non mi contattano nemmeno per un colloquio? cosa sbaglio? è  da rifare il CV? sono sbagliati i canali di candidatura? non trovo risposte e soluzioni solo a causa della crisi o c’è qualcosa che posso fare per avere qualche riscontro e opportunità in più?”».

  • Quali sono le caratteristiche dei partecipanti?

«Le persone che oggi incontriamo sono veramente eterogenee per età ed esperienze professionali e personali. Vediamo neo-diplomati e neo-laureati, ragazzi che hanno fatto stage e tirocini di ogni tipo, e persone più grandi che hanno lavorato diversi anni nei settori più diversi con i profili più disparati che hanno necessità di rientrare nel mercato del lavoro, spesso cambiando completamente il loro settore professionale. Ciò che li accomuna è la sensazione di scoraggiamento e una domanda per tutte: cosa posso fare?».

  • Quali sono le domande e gli interrogativi più frequenti?

«I temi che più spesso si approfondiscono in risposta a domande molto dirette e specifiche sono, soprattutto nell’orientamento base, quelli inerenti il curriculum, le modalità di invio della propria candidatura e quelli sulla gestione dei contatti con le aziende per gli eventuali momenti di selezione. Rispetto al CV le domande sono:”cosa scrivo? come lo scrivo? metto questa esperienza che non è professionale? cosa inserisco prima e cosa dopo? quanto approfondisco questa informazione? é troppo lungo? o forse troppo corto?”. Poi si studiano i canali da utilizzare per inviare il proprio CV e come reagire rispetto alla mancata risposta delle aziende: “posso chiamare per sapere se hanno ricevuto la mia candidatura? cosa posso chiedere? devo sollecitare una risposta? devo rinviare più volte a distanza di tempo il mio cv? cosa devo aspettarmi?”. Ed infine i dubbi sul colloquio di lavoro: cosa sia bene dire e non dire, quali domande sia consigliabile fare e quali invece sia meglio evitare, come prepararsi al colloquio e cosa fare successivamente: “richiamo per avere risposta se non mi ricontatta l’azienda? chiedo come sia andato il colloquio?”.
Gli incontri sono un momento importante per attivare una riflessione personale e raggiungere una maggiore consapevolezza di sé e della situazione esterna, unitamente al fatto che una maggiore padronanza degli strumenti può aumentare le opportunità di finalizzare la propria ricerca».

  • E quali sono gli strumenti che tutti dovrebbero conoscere e saper utilizzare?

«Una buona padronanza dei canali web è indispensabile. Siti di enti ed istituti di ricerca sui temi del lavoro e della formazione, siti di annunci di lavoro, bacheche on line, social network. Molte persone, soprattutto le meno giovani, utilizzano parzialmente  e con timore i canali on line. Sul web si possono trovare informazioni sugli andamenti del mercato del lavoro, sulle figure professionali e sulle competenze che occorre avere. Tramite i siti di annunci di lavoro è possibile valutare offerte e candidarsi, e tramite i social network è possibile aumentare la propria rete di contatti amplificando così ogni azione di ricerca. Tutti questi aspetti vengono approfonditi negli incontri di orientamento».

  • Quali sono i passaggi successivi alla conoscenza degli strumenti di base che facilitano la possibilità di trovare il lavoro adeguato: la consapevolezza delle proprie competenze, la formazione ad integrazione dei propri punti di debolezza, cos’altro?

«Una volta che si conoscono e padroneggiano i principali strumenti che si possono mettere in campo il passaggio successivo è … passare all’azione.  Molto spesso emergono necessità formative, sia per chi esce da percorsi di studio tradizionali e ha bisogno di una specializzazione professionalizzante, sia per chi invece deve riqualificarsi per potersi spendere in nuovi contesti professionali. Il mercato del lavoro attuale richiede certamente un costante aggiornamento perché nuove sono le tecnologie, le sfide e le mansioni e  la formazione non può più essere qualcosa che si conclude con il ciclo di studi e che non viene mai più ripresa, questo oggi non è più possibile. Per la ricerca di lavoro in senso stretto invece è necessario … informarsi, cercare, contattare, riflettere, non aspettare .. insomma .. darsi tanto da fare!!».

L’obiettivo dell’offerta “Per trovare lavoro” di IFOA è anche quello di motivare le persone affinché vincano il senso di impotenza e passino da un atteggiamento di attesa a uno più proattivo e intraprendente.

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