Bilancio delle Competenze: che cos’è e a cosa serve

Siamo noi gli artefici del nostro destino. E del nostro futuro.

Ognuno di noi ha compiuto scelte, preso decisioni, frequentato studi, lavorato in certi settori con l’obiettivo di vivere bene, cercando di migliorarsi sempre per il lieto vivere. C’è chi si ritiene soddisfatto del percorso professionale intrapreso e non lo cambierebbe per nulla al mondo, c’è chi invece vorrebbe trovare il modo per scrutare nuovi orizzonti professionale ed infine c’è chi desidererebbe cambiare rotta per rimettersi in gioco nel mondo del lavoro.

Abbiamo chiesto a Stefania Pratissoli, che in IFOA si occupa di Orientamento, di parlarci del Bilancio delle Competenze, una modalità per capire dove siamo arrivati, quali sono le nostre potenzialità, i nostri punti di forza e di debolezza, dove vogliamo arrivare, cosa sogniamo per il nostro futuro.

Ciao Stefania, puoi presentarti ai nostri amici lettori?

Ciao, sono Stefania e in IFOA mi occupo di prima informazione, orientamento professionale e ricerca e selezione del personale.

Tutti i gironi quindi incontro persone che vengono al nostro sportello informativo cercando indicazioni, strumenti e percorsi per inserirsi o reinserirsi nel mondo del lavoro. Il mio compito è quello di cercare di definire insieme a loro quale sia il bisogno e di individuare se tra le varie attività di Ifoa ci sia qualcosa che possa rispondere alle esigenze che esprimono.

Per l’approccio che Ifoa sceglie di tenere, già la prima informazione è quindi un momento di orientamento che consente alle persone non solo di avere informazioni su quali possibilità ci siano ma anche di incrociare queste informazioni con le proprie esigenze ed aspettative.

Buona parte della mia attività si svolge poi nell’organizzazione e gestione delle attività di orientamento professionale vero e proprio, ossia tutti quei percorsi, individuali o di aula, che hanno come obiettivo principale quello di rendere le persone autonome e proattive nell’individuare e perseguire il proprio obiettivo professionale.

Puoi descriverci che cosa è il Bilancio delle Competenze, a cosa serve e a chi potrebbe essere utile?

Il bilancio di competenze è un percorso di consulenza orientativa individuale che consente alla persona di fare il punto su di sé e sulla propria situazione professionale, per progettare un inserimento o reinserimento lavorativo o per sviluppare la propria professionalità.

Il percorso è l’occasione per ripercorrere e valorizzare le proprie esperienze professionali e di vita, mettere a fuoco le proprie conoscenze e competenze, individuare un obiettivo professionale più concreto e definito (quale lavoro potrei fare?) e definire un vero e proprio piano di azione con tempi e modalità di perseguimento dell’obiettivo delineato.

I destinatari di questo tipo di consulenza possono essere veramente molto diversi tra loro per esperienze ed esigenze. Per questo la consulenza individuale è certamente la dimensione migliore per questi approfondimenti: non ci sono mai percorsi uguali tra loro esattamente come sempre diverse tra loro sono le persone.

Il percorso si può rivolgere quindi a lavoratori che ricercano uno sviluppo professionale e di carriera, a disoccupati impegnati nella ricerca di nuove opportunità o che intendono reinserirsi nel mondo del lavoro dopo un periodo di lontananza volontaria, o a chiunque senta la necessità di un ragionamento e una valutazione più approfondita e guidata sul proprio percorso professionale a qualunque punto esso si trovi.

E’ infatti spesso difficile per le persone avere la consapevolezza delle molte competenze che hanno a disposizione e che possono aver maturato in contesti e modi diversi, tramite esperienze professionali, formative e personali. Questa scarsa consapevolezza genera sfiducia nei propri mezzi e soprattutto difficoltà ad individuare in modo autonomo le direzioni da prendere e gli strumenti più adeguati per raggiungere gli obiettivi. Un accompagnamento competente in questo senso è quindi utile a guidare la persona in un percorso di scoperta e messa a fuoco che consente di fare chiarezza nell’insieme confuso di esperienze, esigenze, timori e possibilità.

Hai un caso di successo da raccontarci, in forma anonima ovviamente, di qualcuno che è riuscito a rimettersi in gioco grazie al Bilancio delle Competenze?

In realtà la rimessa in gioco parte già nel momento in cui la persona decide di intraprendere il percorso di bilancio. E’ necessario infatti un grosso impegno in termini di tempo ed energia, e la disponibilità a mettere in discussione aspetti diversi e prospettive che molto spesso sono radicate e difficili da variare, anche perché i temi si articolano sul confine delicato tra motivazioni, aspettative, desideri e dall’altra parte esigenze e necessità del vivere di ciascuno e, non di minor importanza, da ciò che c’è fuori (mercato del lavoro).

Le persone che hanno fin qui svolto percorsi di bilancio ci raccontano spesso di aver scoperto qualcosa che non si aspettavano, e soprattutto di avere la sensazione che si siano aperte nuove possibilità che prima non riuscivano a ipotizzare. Credo sia questo il successo più grosso di percorsi di questo tipo, cioè che le persone riescano ad uscire da una sensazione di di mancanza di alternativa dovuti al momento di difficoltà, diventando invece soggetti determinanti e attivi nel fare le proprie scelte e nel trovare gli strumenti per realizzarle.

C’è chi ha individuato percorsi formativi per specializzare la propria professionalità e trovare un lavoro nel quale esprimere al meglio il proprio potenziale e nel quale trovare appagamento e prospettiva.

Chi invece ha usato il percorso per sostenersi in un difficile momento di cambio lavorativo più brusco e spesso subìto, dovuto a cessazioni di attività, crisi o fusioni di più aziende con relative riorganizzazioni, o semplicemente dalla necessità di togliersi da contesti ormai compromessi per questioni organizzative o di clima. Altri ancora che senza essere spinti da problematiche particolari ma semplicemente dalla sensazione che forse potrebbero fare qualcosa di diverso, hanno intrapreso il percorso per dare una direzione e un nome a questo qualcosa e sono rimasti piacevolmente sorpresi di quanto sia fonte di energia e di nuove idee  anche solo la ricerca.

In sostanza, l’esito positivo di un bilancio o di un qualsiasi percorso di orientamento non è trovare un nuovo lavoro, non è purtroppo possibile una correlazione così diretta, il motivo per intraprendere questa esperienza è simile al motivo per cui quando si avvia una attività imprenditoriale si inizia con la definizione di un business plan il più possibile accurato .. non è quello direttamente a generare il riscontro economico dell’idea imprenditoriale ma certamente è base e condizione necessaria perché tutta l’attività possa svilupparsi in modo efficace generando i frutti sperati.

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