PratiCARE la sicurezza: sbagliando s’impara?

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I problemi di salute e gli infortuni legati al lavoro generano un costo per l’Unione europea pari al 3,3 % del suo PIL, ossia 476 miliardi di EUR che ogni anno potrebbero essere risparmiati grazie a politiche e pratiche in materia di sicurezza e salute sul lavoro.

Dati ufficiali che la direttrice dell’EU-OSHA, Christa Sedlatschek, ha commentato ricordando che: «Il lavoro sicuro e rispettoso della salute è un diritto umano fondamentale, ma queste nuove stime dei costi relativi a misure scarse o inesistenti in materia di SSL dimostrano che le ragioni economiche della SSL non sono mai state così forti».

Di fronte a infortuni gravissimi o letali una intera comunità di persone, ogni volta, si ritrova ad essere attonita e ferita, ma al tempo stesso sollecitata a superare il senso di impotenza mettendo in atto tutti i miglioramenti possibili.

Certamente limitarsi a classificare i fatti come “sfortunato incidente” e “fatale casualità” non consente di capire realmente cause e comportamenti e imparare a far meglio in futuro. Porre invece l’attenzione sulla dinamica dell’infortunio, cercare di interrogare e interrogarsi per ricostruire a ritroso il percorso che ha causato il danno del lavoratore permette di individuare i fattori intervenuti e le reciproche interazioni che hanno determinato quell’infortunio e quell’incidente. Nel video Simona Manganell, QHSE Manager di FPS Food and Pharma Systems srl, fa un intervento molto persuasivo per dirci come, di fronte agli incidenti sul lavoro, abbiamo il dovere di porci tutte le domande, non fermarci alle prime risposte e mettere in atto tutti i possibili sistemi di indagine.

Sì, possiamo dire che sbagliando s’impara e che in ambito di sicurezza la frase non è solo proverbiale ma diventa un modello analitico utile a tutti gli operatori della sicurezza. Per approfondire l’argomento si può leggere l’articolo  del 2006 “La ricostruzione delle cause e delle dinamiche infortunistiche negli ambienti di lavoro attraverso il modello sbagliando si impara”, autori Campo G., Guglielmi  A., Marconi M., & Pianosi, G., pubblicato su Prevenzione Oggi, 2, pagg. 27-40.

Federico Ricci
Psicologo del lavoro e della comunicazione UNIMORE
docente IFOA

 

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