PratiCARE la sicurezza. La prevenzione inizia con l’ispezione?

prevenzione

Capita di leggere sulla stampa che in assenza di controlli da parte degli organi di vigilanza, si produca un deficit di prevenzione. Detta semplicemente, se nessuno controlla allora datori di lavoro e lavoratori non sono interessati ad agire in modo da evitare infortuni e malattie professionali.

Il ragionamento è suggestivo e convincente, ma dobbiamo anche chiederci se davvero la strada che vogliamo percorrere è quella di imporre la prevenzione con la forza. Questa ipotesi presuppone che vi debba sempre essere un ispettore a fianco di ogni lavoratore e che in assenza di vigilanza venga a mancare l’azione di prevenzione. Pertanto le persone agirebbero in modo sicuro solo se obbligate a farlo.

Davvero dobbiamo essere obbligati a fare ciò che è più sicuro per la nostra salute?

I fatti dimostrano la debolezza di questo scenario coercitivo. Prendiamo ad esempio la funzione del preposto, come definita dal D.Lgs. 81/08, ovvero quel lavoratore che riceve formazione aggiuntiva, al fine di sovrintendere e vigilare così che i lavoratori affidati agiscano in sicurezza, per sé stessi e per gli altri. Esiste un solo modo che consente al preposto di interpretare efficacemente questo ruolo faticoso e difficile: coinvolgere ogni lavoratore affinché sia il controllore di sé stesso e si crei un’attenzione diffusa alla vigilanza reciproca, o meglio condivisa.

Pensiamo a esperienze che fanno parte della nostra vita di tutti i giorni, come l’uso dello smartphone. Uno strumento potente e meraviglioso che ci consente di essere continuamente connessi con il mondo. Molti di noi lo usano in prevalenza per leggere e scrivere, più che per telefonare, anche quando guidiamo un veicolo. In questo caso abbiamo chiaro che si tratta di un comportamento rischioso. Una cattiva abitudine che può determinare danni gravi per me e/o per altri. Pensiamo davvero che la soluzione sia dotarsi di un controllore per ogni guidatore? Questo per essere obbligati a fare ciò che è più sicuro: non chattare alla guida, per evitare di sbandare, distrarsi, causare incidenti.

La prevenzione in realtà non inizia con l’ispezione, ma nel momento in cui si smette essere indulgenti con sé stessi, si sceglie liberamente di fare ciò che è più sicuro e si condivide questa buona abitudine con gli altri.

Federico Ricci
Psicologo del lavoro e della comunicazione UNIMORE
docente IFOA

 

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