PratiCARE la sicurezza. La formazione specifica è adempimento o risposta a esigenze reali?

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Una conversazione come tante sul tema della formazione specifica, nel momento della pausa caffè, in occasione di un aggiornamento per RSPP/ASPP. Abbiamo chiamato i nostri interlocutori, per comodità, Gino e Paola.

Gino: “Certamente, ti capisco, ma io forse vedo le cose da un punto di vista diverso, perché mi baso sulle mie esperienze personali e di conseguenza uso un altro metro di misura. Io vedo positivamente il fatto che l’accordo stato regioni, per la formazione lavoratori, permetta, a parità di ateco/di rischi, di far valere la formazione specifica già svolta anche nella nuova azienda di destinazione del lavoratore”.

Paola: “Riconoscerne la validità è effettivamente positivo, soprattutto per non dover ogni volta ripetere la stessa pappardella rituale, ma è anche corretto che ci siano tanti vincoli e restrizioni, per evitare che ne venga fatto un uso opportunistico e che diventi solo una scorciatoia”.

Gino: “Siamo il paese delle microimprese, quindi finisce che questa formazione specifica, per aziende senza RSPP interno e con un numero di persone da formare molto basso, viene affidata a strutture esterne”.

Paola: “Ho capito cosa vuoi dire, strutture che lavorano con la massima professionalità, ma che, dovendo formare persone che lavorano in aziende con rischi diversi, non possono addentrarsi negli aspetti di specificità della formazione”.

Pausa finita.
Cosa possiamo concludere?

  1. Non a caso si parla di informazione + formazione su più livelli + addestramento, perché tutti questi interventi integrati tra loro sono necessari affinché la formazione sia adeguata alle specifiche realtà. Nessuno di questi interventi da solo è sufficiente ed esaustivo a garantire al sicurezza in ogni specifico contesto.
  2. Durata e contenuti della formazione sono fattori minimi: lo spirito che ci deve guidare è prestare attenzione e dare massima importanza all’efficacia della formazione per garantire adeguata sicurezza sul lavoro. Tutto il resto è mero adempimento.
    Federico Ricci
    Psicologo del lavoro e della comunicazione UNIMORE
    docente IFOA

 

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