Il motto della Settimana europea della sicurezza sul lavoro 2020 recita “Healthy Workplaces Lighten the Load” ovvero “Luoghi di lavoro sicuri alleggeriscono il carico”. Ripartiamo da qui: alleggerire il carico.
Secondo l’Indagine Europea del 2019 fra le imprese sui rischi nuovi ed emergenti, il fattore di rischio più frequente è costituito per il 65% delle aziende da movimenti ripetitivi della mano o del braccio, seguito da vicino (61%) dai rischi connessi alla postura seduta prolungata. Molto significative anche le percentuali riguardanti il sollevamento o lo spostamento di persone o carichi pesanti (52%), pressioni temporali (45%) e posizioni faticose o dolorose (31%).
Stiamo parlando di pericoli che sfuggono alla percezione umana ancor più di tanti altri. La ragione è semplice: il danno non si manifesta subito, ma dopo un accumulo nel tempo. Ciò significa pagare un prezzo altissimo, con conseguenze spesso permanenti, a causa del ripetersi quotidiano di cattive abitudini.
L’Agenzia Europea per la Salute e Sicurezza sul Lavoro indica diverse proposte per arginare e gestire il problema. Si sottolinea la necessità di ricorrere ad un approccio integrato che promuova la cultura della prevenzione, attraverso il coinvolgimento dei datori di lavoro e dei lavoratori.
Tra gli strumenti non può mancare la formazione, ma è ormai evidente che la classica lezione frontale d’aula, nel corso della quale si è soliti trattare maggiormente aspetti teorici, non basta, soprattutto in questi casi. Studi empirici (es. Ricci, F., Pelosi, A., Panari, C., & Chiesi, A, 2018, Safety Value in Practice for an Effective Occupational Health and Safety Training) dimostrano con chiarezza la necessità urgente di ricorrere a metodologie didattiche attive e innovative, integrando molteplici strumenti (es. audiovisivi girati ad-hoc, affiancamento sul campo, giochi di ruolo dal vivo).
Occorre una modalità formativa che parta da casi reali che le persone vivono ogni giorno nel proprio ambiente di lavoro. Una formazione che deve coinvolgere le persone appartenenti allo stesso team, perché la desiderabilità sociale di un comportamento è fortemente condizionata dal contesto sociale.
Pensiamo anche alla difficoltà nella percezione di un rischio invisibile come il COVID-19 e a quanto il rispetto di elementari norme comportamentali (indossare la mascherina, mantenere la distanza interpersonale, sanificare le mani) dipenda dall’esempio reciproco nei gruppi di appartenenza.
La sicurezza siamo noi e solo a partire dalla riflessione sulle proprie esperienze quotidiane si può costruire quella cultura della prevenzione che determina davvero i comportamenti sicuri.
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