Utilizzare i social network per cercare e offrire un posto di lavoro? Si parla di Social Recruiting!
Post pubblicato il 18 aprile 2012
Un recente sondaggio realizzato dall’ agenzia di lavoro Adecco, che ha coinvolto ben 500 aziende e oltre 9.000 candidati, ha dimostrato come in Italia, un’azienda su due, soprattutto quelle con più di 250 dipendenti, utilizza i social media come strumento per la ricerca delle risorse umane.
Il 30% delle aziende intervistate ha condotto la ricerca e selezione del personale esclusivamente tramite social media, anche se il 70% dei selezionatori non ha mai escluso candidati per le informazioni trovate on line.
IL 55% delle aziende utilizza Linkedin e il 24% Facebook con lo scopo di arrivare a profili specifici e di verificare quanto è riportato nei curriculum vitae dei candidati.
La spinta ad essere selezionati da parte di aziende, di agenzie o servizi per il lavoro di cui Ifoa stessa si occupa, può arrivare proprio dal profilo on line se ben curato: nei criteri di valutazione il primo posto (31%) è infatti attribuito alla cura , all’aggiornamento e alla professionalità utilizzata per descrivere se stessi, segue la possibilità di cogliere aspetti proattivi e dinamici del carattere (20%) e un terzo criterio non trascurabile è relativo alla presenza di commenti e referenze postate da altri iscritti e utenti (18%).
Queste modalità di lettura sono suffragate da alcune ricerche scientifiche tra cui una recentissima di tre studiosi americani D. H. Kluemper, P. A. Rose e K. W. Mossholder rispettivamente dell’università di Evansville , Illinois e Ausburn, condotta su 500 utenti internet e pubblicata nel numero di febbraio 2012 del Journal of Applied Social Phsycology, nella quale si arriva ad alcune conclusioni” Chi non e’ disciplinato nelle conversazioni o in quello che pubblica on line, sarà un dipendente poco consapevole. Chi in rete rivela una tendenza a continui voltafaccia nella vita di relazione, non sarà un candidato sulla cui stabilità emotiva si possa stare tranquilli”, per arrivare al suggerimento finale di considerare come il comportamento riscontrato sui social network sia utile per ottenere informazioni fondamentali nella ricerca del personale.
Ma torniamo ai dati Adecco dove si nota una inversione di tendenza per chi cerca lavoro: l’utilizzo di Facebook (52%) supera quello di Linkedin (31%).
E sorprende come, nonostante 20 milioni di italiani abbiano un account su facebook, il 53% degli intervistati non li ha ancora utilizzati per la ricerca di un impiego e come siano più attenti al social recruiting gli over 45 (42%) rispetto ai giovani 26-35enni che da sempre popolano la rete.
Questo aspetto deve farci riflettere sulla maturità nell’uso di questi strumenti: se le aziende cercano su Linkedln mentre i candidati utilizzano Facebook ancora una volta il risultato è il difficile incontro tra domanda e offerta di lavoro.






