Rapporto ICE 2011-2012: l’impresa internazionale è vincente

Post pubblicato il 01 agosto 2012

Il presente è certamente un momento in cui si registrano grandi difficoltà per il nostro Paese: ogni giorno sulla stampa nazionale si rincorrono i dati preoccupanti sulla nostra economia, le cifre da primato sul calo della produzione, gli aumenti giornalieri del tasso di disoccupazione. A ciò si aggiungono le  difficili previsioni sulle tempistiche di uscita dal tunnel della crisi globale, dovute all’ incertezza ed eterogeneità negli andamenti ciclici dello scenario economico internazionale e alle difficili risposte di politica economica dei paesi.

Ma in controtendenza sono i dati dell’ ultima edizione del Rapporto dell’ Agenzia ICE  ”L’Italia nell’economia internazionale 2011-2012″, il principale strumento di informazione e di analisi sul posizionamento competitivo dell’Italia nel contesto dell’economia internazionale, presentato Roma il 19 luglio scorso.

La sintesi del  Rapporto evidenzia come l’export continui ad essere un elemento di crescita per il nostro paese,  destinato a salire nel 2012 percentualmente del +2,4%, secondo la stima di  Banca d’Italia .

Nel primo trimestre 2012 le esportazioni sono aumentate del 3,9% rispetto allo stesso periodo del 2011 soprattutto verso i paesi extra UE (+9,3%) caratterizzati da ritmi sostenuti di sviluppo, mentre è stagnante  la vendita nei paesi europei (-0,1%) a causa delle difficoltà di domanda interna.

Sono  205 mila gli esportatori in buona parte espressione  dei distretti industriali del Made in Italy e tra questi prevalgono le imprese più piccole: il 60% delle imprese di export fattura circa 100mila euro.

La meccanica si conferma il punto di forza dell’Italia, ma non mancano di posizionarsi positivamente anche i settori tradizionali come calzature, pelletteria, agro-alimentare e i tassi di crescita più alti sono stati registrati nella farmaceutica e metallurgia.

Sostenere il processo di internazionalizzazione delle imprese significa specializzare le imprese, mettendole in grado di affrontare i cambiamenti innescati dal mutamento tecnologico e dalla globalizzazione e rinnovare l’intero sistema produttivo italiano.

Export e internazionalizzazione sono elementi chiave e vitali  per affrontare la crisi economica del paese e dell’Europa.

I programmi nazionali di sviluppo devono incoraggiare e sostenere l‘internazionalizzazione promuovendo servizi di informazione e consulenza effettivamente utili e personalizzati per le imprese e rafforzando i programmi di formazione per diffondere in modo capillare la cultura e le competenze dell’internazionalizzazione tra le imprese esistenti e le giovani start up in cantiere.

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