#InternationalMobility. In diretta dalla Cina Amanda e Alice si raccontano

Post pubblicato il 16 novembre 2016

cinaamandaalice

La  Cina è molto lontana da noi.  In tutti i sensi. Può essere relativamente facile pensare di visitarla come turisti ma è sicuramente più difficile immaginare di conoscerla come cittadini e viverci, affrontando la quotidianità: abitare case cinesi,  capire e parlare la lingua, lavorare, incontrare persone, frequentare luoghi, cercare amici con cui passare il tempo libero.

Invece Amanda e Alice, giovanissime, in Cina ce l’hanno fatta!

Dallo scorso agosto Amanda Cavallerini, 23 anni di Modena, e Alice Ruscelli, 22 anni di Reggio Emilia, con il TEACHING ASSISTANT PROGRAM IN CHINA, uno dei percorsi International Mobility di IFOA, sono in Cina per svolgere uno stage come assistenti di lingua inglese in due scuole di due città molto lontane tra loro, Leshan e Guangzhou.

Amanda è impegnata nel programma semestrale e rimarrà a Leshan fino a dicembre 2016 :

Ho scelto questo programma IFOA per studiare il cinese in modo più efficace: imparare questa difficile lingua significa anche sapersi immergere in ogni aspetto della cultura cinese. Ogni giorno mi metto alla prova adattandomi al nuovo ambiente: le diversità sono tante, dagli standard di pulizia all’impegno in termini di tempo richiesti sul lavoro. C’è molta pressione sugli studenti da parte dei genitori e degli insegnanti: gli allevi non sono abituati alla presenza di figure straniere per questo mi mettono su un “piedistallo” e sono alla continua ricerca di occasioni per scattare delle foto con me. Il costo della vita è molto basso, ci sono tante agevolazioni economiche ma si sente molto il controllo dello stato e nel mio caso della scuola su ogni aspetto della vita”.

Alice che, dopo la Laurea, ha scelto il programma annuale e tornerà da Guangzhou a giugno 2017 :

Sono partita dopo la Laurea per aprire i miei orizzonti e sperimentare nuovi tipi di “mindset”: è un modo per crescere sotto tanti punti di vista. In particolare nell’ambiente scolastico mi hanno colpito il clima e la mentalità completamente diversi dai nostri: gli studenti sono molto timidi e molto rispettosi degli insegnanti. E’ difficile coinvolgerli e farli interagire: per loro è importante solo ascoltare chi è in cattedra. E siccome non manca il grande rispetto per gli stranieri, io, foreigner teacher, mi trovo come dire in una posizione “molto prestigiosa” per la mia età!”

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