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Ad Altamura il 17 e 18 maggio Marie Pierre Escoubas, docente di Lingua Francese all’Università Sapienza di Roma e formatrice di riferimento per l’Italia di CINCO, il progetto europeo sull’intercomprensione delle lingue neolatine francese, spagnolo, portoghese, rumeno e italiano, ha condotto il quarto incontro di formazione del gruppo italiano impegnato nello sviluppo del progetto.
In questo ultimo laboratorio in Italia, ospitato presso l’Associazione Link di Altamura, partner come IFOA di CINCO, sono state esplorate e sperimentate, estendendole a nuovi partecipanti, le potenzialità della metodologia che permette di conversare nella propria lingua facendosi capire da chi non la conosce e riuscendo al tempo stesso a comprendere idiomi sconosciuti.
“Ritengo che questa metodologia sia davvero interessante perché alternativa rispetto al classico insegnamento delle lingue straniere, di cui non segue né l’ impostazione, né la sequenza nell’affrontare i contenuti, le regole grammaticali e la sintassi”, afferma Martina Boato, che in IFOA si occupa dei Servizi per l’Apprendistato, e che ha partecipato solo a questo incontro pugliese della formazione di CINCO.
“E’ necessario fare un primo sforzo per entrare in un nuovo modo di pensare e ragionare rispetto alla lingua straniera, ma una volta compresi i meccanismi ho apprezzato tutta l’efficacia del metodo che consente davvero di raggiungere l’obiettivo di comprensione di lingue diverse.
Sono soddisfatta dei risultati che ho raggiunto in soli due giorni di formazione – continua Martina – l’aspetto fondamentale è quello di imparare a comprendere, quindi occorre applicare le tecniche di intercomprensione per entrare in sintonia con termini ed espressioni di lingue mai studiate e ritenute lontane dalla propria. Si scopre che alla fine non sono poi così difficili e diverse.
Ma è l’obiettivo stesso del progetto che mi affascina particolarmente ovvero la possibilità di conversare ognuno nella propria lingua, farsi capire e capire l’altro, è fantastico!
Credo che questa metodologia sia applicabile a svariati ambiti, da quello formativo a quello lavorativo, da quello sociale a quello culturale.”
“Per esempio – conclude – in IFOA stiamo pensando a come applicare l’’intercomprensione nella formazione degli apprendisti, sia utilizzandola per le lingue sconosciute che per l’esercizio di lingue, come ad esempio l’inglese, che tendenzialmente sono studiate a scuola ma poi velocemente dimenticate.
Vorremmo offrire agli apprendisti competenze linguistiche spendibili in primis nel loro ambito lavorativo e, perché no, anche in quello personale”.
Al prossimo meeting di Bucarest del progetto CINCO parteciperanno i gruppi di lavoro internazionali costituiti dai coordinatori della formazione svoltasi nei singoli paesi partner: Italia, Portogallo, Francia, Spagna e Romania.
L’obiettivo è quello di preparare alcune attività di intercomprensione da realizzare nella conferenza finale di Marsiglia, nella quali sarà coinvolto il pubblico presente a ” Marsiglia Capitale europea della cultura 2013″.
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