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01 marzo

7 studenti all’estero in tirocinio curriculare, inviati dalla FONDAZIONE ITS E.A.T. – Eccellenza Agro-alimentare Toscana!

IFOA ha gestito il percorso di mobilità degli studenti dei corsi ITS di Firenze e Grosseto che, da settembre a dicembre 2017, hanno lavorato in aziende del settore agroalimentare in diversi paesi europei: chi in Spagna, chi in Portogallo qualcuno in Irlanda. La scoperta di nuovi ambienti di lavoro, l’affrontare nuovi progetti, relazionare in una lingua straniera, farsi accettare e stimare sono belle conquiste. C’è stato anche chi si è candidato per continuare a collaborare con l’azienda estera e la risposta è stata un “sì”.

In pillole l’esperienza di Alessio, Deianira, Ilaria, Nicolò, Serena, Sheila e Tommaso!

“Nell’azienda di produzione di birra mi sono occupato della preparazione degli ingredienti, di imbottigliamento, etichettatura, packaging, pallettizzazione. La cosa più positiva? Aver sviluppato due nuove ricette che l’azienda ha molto apprezzato”.  Alessio, Spagna

“Mi sono occupata del negozio di un’azienda dolciaria: vendita, organizzazione del magazzino, degustazioni, confezionamento dei prodotti. Grazie al continuo contatto con le persone ho potuto sviluppare tecniche di vendita e attenzione per il cliente e migliorare la mia conoscenza della  lingua inglese e spagnola”. Deianira, Spagna

“Ho lavorato nel settore sicurezza alimentare con persone molto disponibili: questo mi ha permesso di avere buone relazioni interpersonali e di confrontarmi positivamente con una cultura e delle idee diverse dalle mie. A livello tecnico invece ho imparato molto sulla tracciabilità, integrando quello che già avevo studiato nel mio corso. Penso che questo sarà un fattore importantissimo per la mia futura carriera lavorativa”. Ilaria, Irlanda

“Come Marketing Manager in un’azienda di produzione di caffè ho imparato nuove metodologie di comunicazione e di organizzazione del lavoro. Altra cultura, altri modi di fare: era proprio questo che mi aspettavo e sono molto soddisfatto. Per la prima volta ho avuto incarichi di responsabilità e questo mi ha fortificato e maturato dal punto di vista umano e professionale”. Nicolò, Spagna

“Nel mio laboratorio di chimica ho potuto svolgere analisi che non avevo mai effettuato su materie e prodotti come olive, olio di oliva, olio di sansa e di sansa esausta: l’ambiente certificato e le relative procedure sono state una nuova scoperta per me. Ho imparato tanto in ambito professionale e sono cresciuta come persona”. Serena, Portogallo

“Ho lavorato con l’ufficio del Food Safety:  ho imparato a controllare etichette e ricette e ho collaborato nella preparazione dell’audit con la BRC, certificazione inglese che garantisce gli standard qualitativi del cibo. Ho scoperto un mondo lavorativo diverso da quello italiano, ricco di opportunità!” Sheila, Irlanda

“Nella mia azienda vitivinicola ho sperimentato un po’ di tutto: cantiniere e addetto a controllo qualità, imbottigliamento e confezionamento, ma anche vendemmia. Ho migliorato le mie conoscenze linguistiche e specifiche del settore vitivinicolo cogliendo il valore delle differenze che emerge se si guarda il lavoro da una prospettiva diversa. Il rapporto con i miei colleghi è stato sia di amicizia che professionale. Ho chiesto di continuare ad avere una collaborazione con l’azienda: vorrei contribuire al miglioramento della coltura del vigneto Sangiovese e alla conseguente produzione di vino… l’azienda ha accettato la mia proposta!” Tommaso, Spagna

Informati sulla FONDAZIONE E.A.T. e sulle possibilità di fare esperienze all’estero con i programmi International Mobility di IFOA.

Silvia Lodesani
IFOA
25 gennaio

Laura Lombardo 24 anni di Roma ha una laurea in Studi Orientali e una grande passione per i viaggi e le lingue straniere. Qui ci racconta l’ esperienza che ha svolto con il Teaching Assistant Program, uno dei percorsi International Mobility di IFOA: a Shanghai, in Cina, ha lavorato per tre mesi come insegnante di inglese e italiano presso una scuola di lingue.

Ho scelto di andare all’estero in primo luogo per rafforzare la conoscenza della lingua e della cultura cinesi, che sono state oggetto di studio del mio percorso universitario. In secondo luogo, volevo combinare questa esperienza con un’attività lavorativa, che arricchisse maggiormente le mie conoscenze e capacità interculturali”.

La realtà scolastica cinese è un bel banco di prova per affrontare la diversità.

Le classi in cui ho lavorato erano internazionali con la presenza di studenti cinesi e non solo.  Ho svolto lezioni di conversazione in lingua inglese per ragazzi già in possesso di competenze elementari e/o avanzate e ho condotto il corso di italiano per principianti assoluti, tutti esclusivamente cinesi. Le classi in Cina sono numerose, l’atteggiamento degli studenti varia a seconda dell’età e del reale interesse verso l’apprendimento della lingua straniera. Mi sono dovuta ricredere rispetto all’idea che gli studenti cinesi siano poco partecipi e estremamente passivi. Come in Italia, i ragazzi giovani e adolescenti possono creare in classe situazioni caotiche e difficili da gestire”.

Per Laura questi sono stati anche mesi di  ricerca per trovare metodologie che facilitassero l’apprendimento e per costruire, attraverso supporti video e giochi di società, situazioni concrete che migliorassero la comprensione orale e l’uso della lingua.

Ho imparato che per insegnare la propria lingua madre non è sufficiente essere madrelingua. Servono preparazione e impegno, perchè il modo in cui ad esempio un italiano apprende l’italiano non può essere lo stesso di uno studente straniero. C’è una grande difficolta per non dire un’ impossibilità a comprendere certe forme grammaticali, certe costruzioni teoriche quando si astraggono dal contesto pratico. Confesso che durante alcune  lezioni a volte ho provato una sensazione di inadeguatezza che non dimenticherò facilmente. Tutto però  mi è stato utile per crescere umanamente e professionalmente: mi sono molto affezionata ai miei studenti e credo di essere riuscita a trasmettere loro non solo competenze linguistiche ma anche culturali. Nonostante le difficoltà e magari diciamo pure gli insuccessi, quel che si porta a casa da un’esperienza come questa è sempre un di più, un modo nuovo di concepire la realtà, un vedere il mondo con occhi diversi. Penso che difficilmente si possa rimpiangere una partenza. Tutt’al più si rimpiange di non essere partiti!”.

Silvia Lodesani
IFOA
14 novembre

Sono partiti con una borsa di studio della Fondazione ITS Biomedicale di Mirandola (MO). Hanno colto al volo l’opportunità di integrare gli studi del loro corso biennale sui processi produttivi nel biomedicale con un’esperienza pratica e per di più all’estero. Sono Giulia Rinaldi e Lorenzo Tumiatti i due giovani di Ferrara che per sei settimane hanno vissuto a Bangor, in Galles, e hanno lavorato in Siemens Healthineers, un’ azienda leader nella tecnologia medicale.

Giulia e Lorenzo ci raccontano qui la loro esperienza.

Con questa esperienza all’estero volevo aprirmi a nuove culture, imparare tante cose nuove di me stessa affrontando una realtà diversa da quella abitudinaria. Ho passato tutto il periodo del mio stage nel reparto validazioni di Siemens Healthineers. Fin dall’inizio dello stage sono stata affidata a un progetto di ri-validazione del processo di stoccaggio e movimentazione delle materie prime, un ruolo che mi ha portato a muovermi all’interno dell’azienda e mi ha permesso di conoscere molto bene i vari processi. Il mio compito era raccogliere più informazioni possibili per creare flowchart che rappresentassero il lavoro svolto e verificare che rispettasse le standard operating procedure dell’azienda. Per queste elaborazioni ho utilizzato il software Microsoft Visio che non conoscevo e con cui ho familiarizzato. Inoltre in questi mesi il mio inglese tecnico si è molto arricchito e ho sviluppato le mie abilità di Team Working e di Time management. Mi sono trovata molto bene nel ruolo che mi hanno affidato, in ufficio si è creato un bel legame con il tutor e i colleghi: per questo devo dire che mi è piaciuto tanto lavorare in Siemens Healthineers!”  (Giulia)

Ho scelto di fare questo stage con l’idea di potermi  esercitare nell’uso della lingua inglese ed ero curioso di capire la diversità dell’esperienza lavorativa all’estero rispetto a quella in un’ azienda biomedicale in Italia. Insomma, volevo misurarmi con uno stile di vita diverso da quello cui sono abituato e cogliere le differenze nel mondo del lavoro. Sono stato inserito nell’ ufficio Technical Operations di Siemens Healthineers: il mio ruolo consisteva nell’analisi dei dati,  in particolare di quelli relativi a kit che presentavano irregolarità per interpretare poi il trend dei risultati. Ho sviluppato competenze di lavoro in team e di utilizzo di software specifici come Excel e Minitab. Ho migliorato il mio inglese. Devo dire che ho apprezzato il clima sereno e accomodante dell’ufficio: stare bene con i propri colleghi aiuta a lavorare meglio. Non è una cosa da poco!” (Lorenzo)

Sei curioso di scoprire come si lavora all’estero? Vuoi vivere un’esperienza che ti permette di conoscere nuove realtà culturali? Prendi al volo le opportunità offerte dai programmi International Mobility di IFOA!

Silvia Lodesani
IFOA
24 ottobre

Oggi la storia #International Mobility che vi raccontiamo è quella di Claudio Bianco, un giovane di Sassari. Cercando sul web si è imbattuto nei programmi di Ifoa che promuovono la realizzazione di esperienze lavorative in Europa e nel mondo per giovani studenti e lavoratori.

Claudio è partito  il 17 luglio  per Cardiff dove per due settimane ha frequentato un corso di lingua inglese per poi iniziare uno stage di sette settimane in Jardine Norton Ltd, una società di trade finance.

Ho fatto questa scelta con l’ obiettivo di migliorare le mie competenze linguistiche e per mettermi alla prova in un’esperienza lavorativa all’estero. La proposta International Mobility di IFOA mi è sembrata  un’occasione di crescita personale e professionale. Ho lavorato nel settore finanziario. L’azienda che mi ha ospitato è la Jardine Norton Ltd che si occupa nello specifico di Invoice Finance: durante lo stage ho in particolare curato l’analisi dei credit report delle aziende  e mi è stata affidata una ricerca sul mercato export Wales-Italy che ho portato a termine realizzando un report significativo sui risultati. Il lavoro di ufficio quotidiano mi ha fatto mettere in pratica e migliorare le conoscenze che già avevo del pacchetto MS Office e di lavorare con Salesforce e Creditsafe, software che già conoscevo ma non avevo mai utilizzato. Confrontandomi con esperti del settore ho fatto nuove scoperte in ambito finanziario e ho approfondito argomenti già trattati negli studi. Senza dubbio questa esperienza lavorativa all’estero nel mio campo mi aiuterà nella ricerca di un lavoro. Poi c’è da considerare quanto vivere all’estero serva a crescere e a maturare: conoscere e interagire con persone di tutto il mondo, come è capitato a me, apre veramente la mente!”

Ci sono sempre nuove opportunità per fare esperienze all’estero con i programmi International Mobility di IFOA! Spicca anche tu il volo!

Silvia Lodesani
IFOA
05 ottobre

Marta Pegoraro ha 26 anni e viene da un paese in provincia di Verona. Negli ultimi anni, tra studio e lavoro, ha vissuto a Milano, Bologna, Torino. Dopo aver fatto un’esperienza di studio ERASMUS + a Loughborough (UK), il suo desiderio era di tornare all’estero, ma questa volta per lavorare.

Mentre prestavo servizio in Camplus, un incontro sull’internazionalità organizzato presso il Camplus Bononia a Bologna mi ha permesso di scoprire le opportunità di fare uno stage all’estero con i programmi International Mobility di IFOA.

A fine primavera 2017 sono partita per New York dove ho vissuto due mesi e ho fatto un’esperienza di trainee in marketing e communication presso un’agenzia creativa: ho fatto parte del marketing team e sono stata affiancata al project manager per supportare il team principalmente in ricerche di mercato qualitative sui differenti progetti in via di sviluppo e ricerche di potenziali influencers.

New York è una città tosta: ci sono mille realtà concentrate in un solo posto. Non è esattamente una città a misura d’uomo, i tempi di spostamento, la quantità di persone che si muovono ogni giorno ad ogni ora, le diverse culture, lingue ed accenti che si incontrano, rendono sfidante ogni giorno. La sfida c’è stata ed è stata forte: sul lavoro le persone sono individualiste e molto protettive del loro ruolo e della posizione che ricoprono. Ho cercato di farmi spazio e il mio lavoro è stato apprezzato. Che cosa ho imparato? Ho visto che la cultura individualista e  competitiva sul lavoro induce le persone a portare su di sé difficoltà e pressioni: constatare questo mi ha portato a credere ancora di più come occorra valorizzare il team work e come sia invece importante saper collaborare, confrontarsi e organizzarsi con i propri colleghi”

Guarda la video-testimonianza di Marta!


L’esperienza all’estero è una bella sfida, porta a una crescita personale e professionale, allarga gli schemi mentali: vorresti fare uno stage in un paese straniero? Scegli anche tu uno dei programmi che International Mobility di IFOA organizza nel mondo!

Silvia Lodesani
IFOA