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14 novembre

Sono partiti con una borsa di studio della Fondazione ITS Biomedicale di Mirandola (MO). Hanno colto al volo l’opportunità di integrare gli studi del loro corso biennale sui processi produttivi nel biomedicale con un’esperienza pratica e per di più all’estero. Sono Giulia Rinaldi e Lorenzo Tumiatti i due giovani di Ferrara che per sei settimane hanno vissuto a Bangor, in Galles, e hanno lavorato in Siemens Healthineers, un’ azienda leader nella tecnologia medicale.

Giulia e Lorenzo ci raccontano qui la loro esperienza.

Con questa esperienza all’estero volevo aprirmi a nuove culture, imparare tante cose nuove di me stessa affrontando una realtà diversa da quella abitudinaria. Ho passato tutto il periodo del mio stage nel reparto validazioni di Siemens Healthineers. Fin dall’inizio dello stage sono stata affidata a un progetto di ri-validazione del processo di stoccaggio e movimentazione delle materie prime, un ruolo che mi ha portato a muovermi all’interno dell’azienda e mi ha permesso di conoscere molto bene i vari processi. Il mio compito era raccogliere più informazioni possibili per creare flowchart che rappresentassero il lavoro svolto e verificare che rispettasse le standard operating procedure dell’azienda. Per queste elaborazioni ho utilizzato il software Microsoft Visio che non conoscevo e con cui ho familiarizzato. Inoltre in questi mesi il mio inglese tecnico si è molto arricchito e ho sviluppato le mie abilità di Team Working e di Time management. Mi sono trovata molto bene nel ruolo che mi hanno affidato, in ufficio si è creato un bel legame con il tutor e i colleghi: per questo devo dire che mi è piaciuto tanto lavorare in Siemens Healthineers!”  (Giulia)

Ho scelto di fare questo stage con l’idea di potermi  esercitare nell’uso della lingua inglese ed ero curioso di capire la diversità dell’esperienza lavorativa all’estero rispetto a quella in un’ azienda biomedicale in Italia. Insomma, volevo misurarmi con uno stile di vita diverso da quello cui sono abituato e cogliere le differenze nel mondo del lavoro. Sono stato inserito nell’ ufficio Technical Operations di Siemens Healthineers: il mio ruolo consisteva nell’analisi dei dati,  in particolare di quelli relativi a kit che presentavano irregolarità per interpretare poi il trend dei risultati. Ho sviluppato competenze di lavoro in team e di utilizzo di software specifici come Excel e Minitab. Ho migliorato il mio inglese. Devo dire che ho apprezzato il clima sereno e accomodante dell’ufficio: stare bene con i propri colleghi aiuta a lavorare meglio. Non è una cosa da poco!” (Lorenzo)

Sei curioso di scoprire come si lavora all’estero? Vuoi vivere un’esperienza che ti permette di conoscere nuove realtà culturali? Prendi al volo le opportunità offerte dai programmi International Mobility di IFOA!

Silvia Lodesani
IFOA
25 luglio

A un certo punto, durante la mia frequenza al corso ITS Territorio Energia e Costruire di Ferrara, mi è stata presentata l’opportunità di fare uno stage all’estero e così ho deciso di provarci. Ho pensato che fosse un’opportunità per me che non ero mai stato via da casa di vedere come me la sarei cavata ad adattarmi ad altre abitudini, a lavorare in un altro paese, conoscere una nuova lingua”

E’ grazie a Technet 2020, un programma IFOA di mobilità all’estero finanziato da ERASMUS+, che Paolo Navarra, studente ventenne ha svolto uno stage in Portogallo.

Ho lavorato nello studio di architettura HabitaMais di Lisbona ed è stata un’esperienza molto positiva:  l’ambito delle costruzioni, progettazione edifici e restauro è in linea con i miei studi e  così ho integrato in modo coerente la mia formazione, ho imparato ad utilizzare programmi informatici che non conoscevo e mi sono esercitato molto dal punto di vista linguistico.  Ambiente stimolante e non troppo diverso dalla realtà italiana, ottimi rapporti con i colleghi sono aspetti positivi ma è l’insieme di questa esperienza che mi è servito tantissimo. Dal punto di vista lavorativo quello che mi sono portato a casa è la conoscenza dell’organizzazione del lavoro e l’acquisizione di nuove abilità anche sul piano tecnico, dal punto di vista personale invece ho imparato cosa vuol dire stare lontano da casa e a cavarmela da solo. Per me tutto questo conta molto! Avercela fatta è per me un grande passo in avanti nella mia vita!”

Cosa ne pensi della testimonianza di Paolo? Anche tu puoi metterti alla prova in un percorso di mobilità internazionale! Guarda le tante opportunità che può offrirti IFOA Mobility!

22 giugno

Andrea al secondo anno del corso ITS di Bologna in marketing e promozione delle filiere turistiche e delle attività culturali, ha svolto un stage all’estero con Technet 2020, un programma di mobilità all’estero di IFOA finanziato da ERASMUS+.

“Sono stato a Praga per due mesi e ho  lavorato per un Tour Operator locale, specializzato nel turismo Incoming e in Meetings, Incentives, Conventions ed Exibitions . Mi sono occupato di tanti progetti mettendo in pratica le mie competenze: ho spaziato dal marketing, al content editing,  alla gestione dei rapporti con i clienti, alla stesura di  preventivi,  ho curato aspetti legati alla logistica,  sono entrato in contatto con artisti. Ho avuto modo di imbattermi nell’accoglienza di un gruppo di oltre 500 persone e affrontare tutte le relative problematiche e procedure!

Imparare a cavarsela in un paese non familiare, con usi, costumi, lingua e stile di vita diversi non è sempre così semplice e nel mio caso la difficoltà  è stata maggiore perché i miei colleghi, troppo sommersi dal loro lavoro, non sempre potevano seguirmi e aiutarmi. Ma resta il fatto che, anche per questi motivi, l’esperienza all’estero è molto formativa! Ti mette alla prova e hai modo di vivere il lavoro in profondità, sotto tutti i punti di vista! Poi ho scoperto Praga in tutta la sua bellezza e in tutto il suo incanto!”

Dai uno sguardo alle tante mete in Europa e nel mondo che puoi raggiungere con i programmi InternationalMobility di IFOA:  anche tu mettiti alla prova con un’esperienza di lavoro all’estero!

Silvia Lodesani
IFOA
08 giugno

Alissa, 30 anni un Bachelor in psicologia e un Master in sociologia conseguito presso l’università di Ginevra, è arrivata a Reggio Emilia da Losanna, la città della Svizzera francese in cui vive.

“Sono nata e cresciuta in Svizzera ma una parte di me è profondamente italiana essendo mio padre originario di Genova. Ho deciso di venire in Italia sia perché questo paese ha sempre fatto parte della mia vita e avevo bisogno di ritrovare e approfondire le mie origini, sia per motivi professionali. Desideravo scoprire ambienti di lavoro diversi dal modello svizzero. Ho realizzato lo stage presso la sede principale di IFOA a Reggio Emilia, in Emilia Romagna. Qui ho trovato le conferme che cercavo: in Italia le relazioni sociali sono più facili, il modo di comunicare è più diretto ed espressivo, tutti aspetti molto più congeniali alla mia personalità. Lo stage mi ha dato l’opportunità di migliorare il mio italiano e di rafforzare il mio CV visto che per lavorare presso la Confederazione svizzera è obbligatoria la conoscenza di almeno due lingue nazionali.

Il mio stage, grazie alle tante attività che si svolgono in IFOA, è stato molto articolato:

  • nell’ ufficio delle risorse umane (IFOA management), ho potuto seguire attività di ricerca e selezione del personale e di orientamento, back office, screening di CV, colloqui individuali, selezioni per entrare nei corsi di formazione post-diploma e post-laurea;
  • nel settore della mobilità internazionale ho dato il mio supporto nell’organizzazione dell’ Open Day sulle possibilità di stage all’estero, ho fatto traduzioni dall’inglese e dall’italiano al francese, sono stata coinvolta nella preparazione di una gara per un progetto europeo in Albania,
  • ho lavorato anche nella segreteria del settore formazione giovani”.

Alissa, ci puoi elencare 4 risultati raggiunti in questa esperienza di mobilità internazionale?

1. Ho migliorato tantissimo le mie conoscenze linguistiche , ho acquisto molto vocabolario nell’ambito del lavoro, sono più sciolta nel parlare e nella scrittura, tanto che da un livello B2, C1 sono passata a un C1, C2;

2. ho acquisito competenze trasversali, cioè capacità relazionali, di gestione dello stress, di problem solving;

3. il  clima di lavoro, gli incontri e gli scambi con i colleghi mi hanno molto arricchita e mi sento più sicura in ambito professionale;

4. tutto quello che ho imparato mi sarà molto utile nella mia vita personale e lavorativa.

…e alla fine mi dispiace che questa esperienza bellissima debba finire!

Alissa è venuta in Italia, Tu puoi partire per un ‘espererienza di stage e lavoro in altri paesi all’estero! Scegli la tua meta tra le offerte del programma International Mobility IFOA !

Silvia Lodesani
IFOA
08 marzo

Jacopo Luciani 23 anni di Porto Garibaldi in provincia di Ferrara, dopo il diploma da geometra ha frequentato a Ravenna l’ ITS per l’Approvvigionamento Energetico e Costruzione d’Impianti. Con ITS+, il progetto di mobilità dedicato agli studenti della Rete Politecnica ITS dell’Emilia Romagna  finanziato Erasmus+ ha svolto uno stage a Perpignan in Francia.

“Sono partito spinto dalla motivazione di crescere professionalmente e dalla voglia di viaggiare e di sperimentare il piacere di conoscere una cultura diversa, fare nuove amicizie, apprendere una lingua straniera. Ho lavorato in RTI Roussillon Topographie Ingnerie, uno studio di progettazione per lavori pubblici, tra cui quelli relativi alla distribuzione idrica e luminosa delle reti stradali. Essendo uno studio piccolo si lavorava a stretto contatto con i responsabili aziendali, io ho assunto il ruolo di geometra, aiutavo il topografo all’interno dell’azienda nella fase di verifica e rilievo dei progetti in cantiere e quindi progettavo il sistema di raccolta e scarico dell’acque piovane. Il mio stage all’estero è stato molto significato se lo dovessi valutare su una scala che va da 1 a 10 gli assegnerei un 10 per diversi motivi:

  1. il mio tutor aziendale era stupendo, una persona che aveva il piacere di insegnarmi e farsi capire nonostante  la difficoltà della lingua straniera;
  2. il rapporto molto umano con i colleghi, che sono stati presenti anche fuori dalla vita lavorativa e con i quali sono tutt’ora in contatto;
  3. l’aria di serenità in ufficio nonostante i carichi di lavoro che comunque si affrontavano tranquillamente, e dove, per ogni mio dubbio, c’era sempre una risposta cortese e appassionata;
  4. l’ottimo supporto fornito dal partner ospitante che mi ha accolto con gioia, presentandomi ad altri studenti e inserendomi in un contesto lavorativo meraviglioso, in un corso di lingua molto divertente e sempre pronto a fornirmi tutte le indicazioni.

Invece l’aspetto più negativo della mia mobilità è stato la durata: il mio stage è stato troppo breve e avrei voluto continuasse molto di più!

Andando all’estero ho aperto la mente, ho allargato le mie prospettive, ho imparato tante cose sulla mia persona. Una volta a casa mi sono sentito cambiato anche per avere acquisito la consapevolezza che fuori da Porto Garibaldi c’è un mondo che aspetta di essere vissuto. In questa esperienza all’estero ho imparato cosa vuol dire condividere la stessa casa con persone differenti per mentalità, ho imparato un nuovo metodo di lavoro, sono partito che sapevo dire solo Bonjour, e sono ritornato che avevo dimenticato delle parole della mia lingua. Questa esperienza, a me, ha cambiato veramente la vita! Mi ha fatto capire che non bisogna porsi dei limiti nello studio, nel lavoro o nella vita in generale, ha molto rafforzato il mio CV non solo perché al momento ho trovato lavoro nel mio campo, ma anche perchè la conoscenza delle lingue mi ha aperto strade per altri tipi di lavoro”.